Allora: che Berlusconi e i suoi sodali siano quello che sono è un dato di fatto e non è neanche divertente perderci più tempo del dovuto. Eppure, non poche email di sostenitori piddì ritengono che su questo blog vi sia disparità di trattamento fra i due soci del duopolio PD-PDL e che insistiamo troppo sulle eccentricità - diciamo così - di candidati e proposte uòlteriani, dimenticando colpevolmente - anzi, dolosamente - le performances dell'altro schieramento.
Dispiace che in area PD non si comprenda che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce. E che un blog come questo deve essere prima di tutto un servizio indipendente, deve tentare di promuovere la discussione su temi non banali, deve sforzarsi di rendere conto di anomalie politiche che vanno contro il senso comune. E' questo il valore aggiunto dell'informazione in Rete, della quale il presente blog è uno dei tanti nodi.
Per esempio: un po' di tempo fa da queste parti si ironizzava sulla capolista PD in Lazio Marianna Madia, presentata da Uòlterone come giovin talento acqua-e-sapone scovato negli anti-meritocratici recessi della buia università italiana (per la cronaca, si tratta proprio di quella stessa università italiana dove prosperano mandrie di baroni in quota PD, ma questa è un'altra storia). Poi - proprio come quando gli sconosciuti concorrenti di un qualsiasi reality show si scoprono invece essere frequentatori stabili del giro - la Marianna si è dimostrata un purissimo concentrato italiòta di ottime e robuste amicizie (le solite cosucce: incarichi da economista con Enrico Letta prima della laurea, il papà animatore di una Lista Veltroni, un aiutìno da Minoli, la tribuna vip all'Olimpico col boy-friend figlio di un Presidente della Repubblica in carica, ma a parte questo una ragazza come tante). Certo, battere il precariato con flessibilità, contratti a tempo e lavoro interinale - come spiegava la giovane economista prima di assurgere al mandarinato per uòlteriana intercessione - poteva apparire bizzarro. Ma addirittura sdraiarsi sulla posizione di Giuliano Ferrara in tema di aborto comincia a sembrare un po' troppo anche per il Piddì.
O no?
No, evidentemente. Tanto per fare un altro esempio, c'è la solita piissima candidata PD in quota Opus Dei che vorrebbe curare i non eterosessuali a colpi di cilicio, asserendo che non voterà mai le pur timidissime norme in materia contenute nel programma uòlteriano. A destra del Berlusca e a sinistra di Torquemada, insomma.
Oppure c'è quell'altro candidato PD, uomo d'Esercito e di mondo, che oltre a discriminare sulla base dell'orientamento sessuale vorrebbe che per il personale impegnato in missioni all'estero fossero aperti bordelli in loco, con carne autòctona. Inoltre, secondo l'autorevole esponente PD, l'età per essere impegnabili in dette missioni potrebbe scendere a 16 anni - molto interessante, considerando che ci sarebbero pure i bordelli di mezzo.
Tralasciando ovviamente il meraviglioso Calearo di cui si è già trattato un mese fa, le cronache segnalano un'ulteriore perla nel panorama dichiaratorio del partitone: una persona peraltro stimabile, ex segretario UDC e attuale responsabile del settore Comunicazione del PD - mica còtica - afferma senza venire smentito che il PD è la nuova DC e Uòlter il leader adatto a guidarla.
Proprio lo stesso Uòlterone nostro che tuona:Il nostro obiettivo se andremo al governo sarà di distruggere la mafia, la camorra e la 'ndrangheta perché per noi loro sono l'avversario e il nemico principale. Vorrei che questa stessa frase fosse pronunciata da tutti i leader politici.
salvo poi candidare al terzo posto nella lista siciliana per il Senato Antonino Papania, già condannato con patteggiamento per abuso d'ufficio nel 2002 per una storia di regali e assunzioni, e al quinto posto Vladimiro Crisafulli.
Per completezza d'informazione, anche qui vengono descritte alcune cose interessanti su questo tema.
La strategia di Uòlter&Bettini - gli unici che contano nel Piddì, almeno fino al 14 aprile - di far fuori unilateralmente la sinistra serviva evidentemente affinché simili posizioni politiche potessero avere finalmente cittadinanza nel corpo elettorale progressista.
Un'inoculazione virale in un organismo non ancora compromesso, ma dal quale andavano preventivamente tolti di mezzo gli anticorpi.
sabato 5 aprile 2008
Ultimi bagliori di un crepuscolo
Pubblicato da
John Doe
a
15.32
Etichette: politiche 2008
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7 commenti:
Mah, senti, io saro' di parte, ma ho 34 anni e la Dc me la ricordo bene. Secondo me era meglio del PD. Se e' vero che la Dc portava Donat Cattin a diventare ministro della Sanita' (ricordi la famosa lettera spedita agli italiani nella quale invitava, per difendersi dall'Aids, all'astinenza?) e' pero' anche vero che lo stesso Donat Cattin non si sarebbe mai espresso come fa abitualmente la Binetti contro gli omosessuali.
D'altro canto la Dc non portava in Parlamento dei generali tipo Del Vecchio, difensore del nonnismo e di altre teorie bislacche. Ne' un Calearo e la sua "cultura d'impresa" che e' distante milla miglia dalla dottrina sociale della Chiesa.
Voglio dire: la Dc era in fin dei conti, nelle parole di De Gasperi, un partito di centro che guardava a Sinistra. Il PD e' un partito di centro che guarda alla sua destra. Se domani Uolter ha la possibilita' di scegliersi la maggioranza alleandosi con SA o con UDC, secondo me si allea con UDC. E se il PDL non dovesse avere la maggioranza al Senato, indovina chi e' che ci fa un governissimo?
Credo che quello che anellidifumo dice sul PD sia una dolorosa realtà, per quanto (apparentemente) paradossale.
Ai tempi della DC, nessuno lì dentro si sognava di dare corda politica ai porporati. A ognuno il proprio mestiere, e dietro il simbolo confessionale c'era in realtà un'idea di laicità molto forte, fondata sulla stessa "ragione sociale" di quel partito e non sottoposta agli umori sondaggiàti.
Nella stessa battaglia antidivorzista del 74 la DC vi si ritrovò un po' tirata per i capelli, e in realtà dentro la Balena Bianca l'impegno nella sicura sconfitta al referendum fu utilizzato per far fuori l'allora potente segretario Fanfani: realpolitik per poter promuovere quella "strategia dell'attenzione" morotea verso Berlinguer. Quello - nel bene e nel male - era un partito "vero", senza baciapile.
Come diceva quello? "Non moriremo democristiani..."
S'è sbagliato di grosso
Non ve bastato far cadere Prodi?
beh, caro giorgio, nel mondo reale Veltroni aveva già fatto prenotare gli spazi per i cartelloni 6x3 due mesi prima che Dini&Mastella facessero il lavoro sporco.
Sono molto lieto del vostro invito ad essere inserito nel vostro blogroll. Con piacere. Un carissimo saluto. franco (newkid)
Ovviamente accetto con piacere. franco
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